C’eravamo tanto illusi. Chicco, Lucia e il benservito a Grillo

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Altrettanto iconica, come dicono quelli della tv, è stata la trasformazione di Dr. Enrico-Mr. Mentana, quando a metà della nuttata ancora da passare, ha iniziato a inzigare Marco Travaglio, la sua guest star, il suo editorialista al sangue e supremo sacerdote della linea grillista, che già arrotava i denti: “Be’, Travaglio, non si può più far finta di niente, che Grillo non abbia perso”. Per un istante è sembrato quasi Fabrizio Barca, smarrito intellò in viaggio alla scoperta dell’Italia reale. Ma ha fatto in fretta ad approdare alla sicura riva renziana. Lui, che aveva vaticinato su Grillo: “Non c’è dubbio che abbia guadagnato centinaia di migliaia di nuovi voti, non correndo il rischio di perderne nessuno”. Intanto, tuìt impietosi grandinavano sul pistolero Travaglio, mollato alla deriva: “Sembra Massimo Mauro che commenta la Champions League”. Ma lui, lo Svelto, era già oltre. Lui, che s’accorse per primo del primo Vaffa day, e la nuotata di Sicilia, lui che non s’è perso un comizio. Ma sempre con l’alibi del cronista oggettivo: eh, è un fenomeno politico, lo registriamo. Lui che a Grillo ha fatto l’intervista, quando la primadonna barbuta con gli altri faceva la preziosa, lui che ha svezzato i tele-grillini guidando la loro rete simpatia. Lui, Mentana, adesso scroscia in un applauso a Renzi che Menichini al confronto è un freddo passacarte: “E’ un visitor, un caso di scuola incredibile… La presa del potere di Matteo Renzi è da trattato”. Così adesso, loro, già ci precedono in Galilea. “Renzi, è vero che lei farà l’Italia più bella che pria?”. Grazie. Prego.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
